Una vendemmia a quattro mani, che riempie!

Vendemmia. Raccolta dell’uva. Come si può descrivere un periodo come la vendemmia?

Questa sarà la mia quarta vendemmia, e ogni hanno è sempre più emozionante, e più coinvolgente. E non parlo solo di coinvolgimento fisico, o mentale. Parlo di coinvolgimento emotivo. E’ un periodo intenso, di forte stress, di organizzazione. La vendemmia è un periodo indescrivibile. Lasciamo da una parte il lato pratico e lavorativo, volevo parlarvi del lato “umano” di una vendemmia fatta a quattro mani. Quattro mani? Si, a Corte Canella la vendemmia si fa a quattro mani. Lavoriamo in coppia. Per un mese ci si ritrova a lavorare “face to face” con una persona di cui, nel 99% dei casi, non conoscevi decisamente nulla. E di punto in bianco, ci passi insieme le giornate intere, quelle in cui si è felici e spensierati, e pure quelle in cui si è nervosi e con la testa altrove. Ecco, questo è il lato “umano” della vendemmia. Ed è indubbiamente il lato più bello, più sorprendente, più affascinante di sempre. Per circa un mese, si fa famiglia con persone che provengono da realtà diverse, con storie diverse, e con sogni e progetti diversi dal nostro quotidiano. Potete immaginare qualcosa di più bello? Io personalmente no.
In un mese si impara (oltre che a vendemmiare e ad amare l’uva, spero) a guardare il mondo con occhi diversi. Gli occhi di un uomo, di una donna, di una figlia, di un padre, di un fratello, di una moglie di qualcuno. Per circa un mese si osserva il mondo da un’angolazione diversa. Ci si mescola in modo sorprendente, sconvolgente, e dannatamente bello. E il bello di tutto questo, è che non ci si accorge di quanto si cambi in questo mese. Ci si ritrova un mese dopo ad avere nel proprio zaino qualcosa in più… e come disse un tale “quando ami il tuo lavoro, non avrai lavorato un solo giorno”.
Quando ho iniziato a lavorare in azienda nel 2013, passai sostanzialmente dal mio bel lavoro di ufficio, vestita bene, con l’aria condizionata, e tutto quanto annesso e connesso, e venni letteralmente catapultata in campo aperto, a sistemare l’impianto di irrigazione di un nuovo vigneto, il tutto sotto il sole cocente di agosto. Direi che il salto è stato notevole. Ogni mattina mi chiedevo perchè fossi finita li. E se mai sarei sopravvissuta! Poi, il secondo lavoro cui ero destinata, fu la vendemmia. Fu in quel mese che capii la bellezza di quello che eravamo, e il perchè fossi entrata in azienda. Perchè nonostante il caldo, la stanchezza, e la concentrazione che comporta un vendemmia, iniziai ad innamorarmi del mio “nuovo mondo” attraverso gli occhi dei quei “colleghi” di cui non conoscevo nulla. Adoro la vendemmia. Se dovessi descriverla in una sola parola… direi che le vendemmia “RIEMPIE”. Una vendemmia a quattro mani, riempie…. plotò, cisterne, cuori e occhi!

 

Gloria

 

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